Finanza - 11 Aprile, 2020 16:32

Albert Einstein e la crisi

Per riflettere su questo periodo storico vogliamo riprendere uno scritto di Einstein in riferimento alla crisi del 1929 dal suo libro “Il mondo come lo vedo io” – 1934

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”


Einstein ci incoraggia a non stare seduti ad aspettare ma usarla come occasione per metterci in discussione, pensare e riflettere sulla nostra esistenza e agire!

Einstein si riferisce anche alla crisi dell’essere umano in sé, racconta il suo vissuto e come si sentiva quando entrava nelle sue tante crisi esistenziali che ha affrontato e che gli sono servite per crescere.

È in uno dei suoi tanti momenti di crisi che ha scoperto la relatività generale

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