Speciale CoronaVirus - 28 Marzo, 2020 12:24

Emergenza Coronavirus e l’infanzia dimenticata

In questi giorni ci si sta chiedendo degli effetti e delle ripercussioni che avrà questo periodo di quarantena sui bambini, che si sono visti da un giorno all’altro catapultati in un mondo del tutto nuovo, che ha stravolto la loro quotidianità soprattutto a livello sociale. Perché nei numerosi decreti, sempre più restrittivi, sono stati proprio i bambini a pagarne il prezzo più alto. Mentre per l’adulto ci sono occasioni di uscita, seppur per motivi strettamente necessari come il lavoro, la spesa, portare fuori il cane per i bisogni ecc., ai bambini è stato negato anche una passeggiata vicino casa (cosa concessa invece agli adulti che fanno sport). Inoltre sui social ci sono state tantissime segnalazioni della chiusura di alcuni reparti “non essenziali” all’interno dei supermercati. È vero che prodotti di cancelleria o giocattoli non sono beni di prima necessità, ma sarebbe tanto grave concedere l’acquisto di pennarelli o giochi nel momento in cui si fa la spesa per portarli a casa e fare una sorpresa ai bambini? Bisogna ricordare che i bambini sono stati i primi ad essere “isolati” contemporaneamente alla chiusura delle scuole e sono stati quindi privati anche di tutte le relazioni extra familiari.

Inoltre, nonostante la presenza in casa dei genitori, i bambini sono spesso lasciati a loro stessi, perché la mamma e il papà sono impegnati, in alcuni casi, nello Smart working, provocando ancora più stress nei genitori che non riescono a stare dietro ai loro figli come vorrebbero, stress che poi si ripercuote automaticamente sui bambini in maniera negativa. Oppure ci sono altri genitori che semplicemente non sono preparati a gestire questa nuova quotidianità e non sanno cosa fare con i propri bambini tutto il giorno. E si potrebbe andare ancora avanti pensando a quei bambini con disabilità, che hanno bisogno di un supporto esterno e che i genitori da soli non riescono a gestire, a quelli vittime di violenze in famiglia.

Tutti loro dovrebbero avere il diritto di fare un uscita all’aria aperta, possibilmente in un parco verde, con le dovute precauzioni e a distanza di sicurezza per spezzare la routine quotidiana e anche per dare un’occasione di svago alla coppia genitore-bambino concedendogli un attimo di normalità. E si spera che nei prossimi decreti vengano presi anche loro in considerazione per evitare, a lungo andare, futuri danni psicologici.


Voi come state vivendo questa situazione? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti qui sotto.


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2 commenti

  1. Penso che nonostante i genitori facciano il possibile per non far pesare la quarantena, informandoli senza allarmismi, spiegando, distraendoli ma non sappiamo veramente quello che passa loro per la testa e cosa gli resterà dentro. Speriamo non ci siano conseguenze negative, quantomeno che eventuali danni siano ridotti al minimo.

  2. Si sta facendo strada il pensiero che quest’anno scolastico salti completamente. Forse meglio: che distanza sociale possono mantenere i bimbi a scuola? Soprattutto, riusciremo a farli tornare a scuola di buonumore?

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