Speciale CoronaVirus - 27 Aprile, 2020 22:49

Fase due coronavirus: l’ennesimo decreto che non tiene conto dei bambini

Nel nuovo Dpcm che sarà in vigore a partire dal 4 maggio sono poche le novità: gli spostamenti dovranno ancora essere comprovati per esigenze di necessità, di lavoro o di salute e un piccolo cambiamento riguarda solo il fatto di poter andare a trovare i propri familiari mantenendo comunque la distanza di sicurezza di almeno un metro e indossando i dispositivi di sicurezza.


Tutto tace sulla scuola e il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ne parla solo rispondendo ad una giornalista che gli pone la domanda. Solo allora Conte ribadisce che le scuole resteranno chiuse fino a settembre perché altrimenti ci sarebbero sicuramente nuovi casi per il numero di persone che si mobiliterebbero.


Il problema però rimane alle famiglie
(e sopratutto alle donne che spesso si ritrovano a gestire loro maggiormente i figli dando priorità al lavoro dei mariti) che non sanno a chi lasciare i propri figli per rientrare a lavoro e sicuramente le misure adottate fin ora, quali il bonus baby Sitter e l’estensione del congedo parentale, non sono sufficienti.

Nella regione Emilia Romagna, il presidente Bonaccini, si è fatto un po’ portavoce di questa problematica e spera di ottenere già in settimana un incontro con la Ministra dell’istruzione Azzolina, per vedere cosa si può fare per sostenere questi genitori che di fatto non sanno a chi lasciare i propri figli. Sono infatti molti i servizi che hanno chiesto una ripartenza, ma si chiede di regolamentarla soprattutto dal punto di vista della sicurezza per poter tutelare tutti dai bambini agli insegnanti dal coronavirus.

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