Speciale CoronaVirus - 21 Aprile, 2020 18:06

Quando impareremo a rispettare l’ambiente?

In vista dell’Earth day del 22 aprile 2020, viene naturale interrogarsi ancora di più su come fare per eliminare gli effetti negativi dell’uomo che si ripercuotono inevitabilmente sul benessere della terra, degli animali e di conseguenza sull’uomo stesso.

In queste settimane di lockdown a causa del coronavirus, abbiamo assistito a un cambiamento positivo su tanti aspetti: aria più pulita, meno emissioni di gas nocivi, meno inquinamento e addirittura il ridimensionamento del buco dell’ozono, in altre parole, la terra è tornata a respirare.

Anche gli animali sembrano essersi ripresi pian piano il loro posto nel mondo, come testimoniano per esempio le foto degli abbondanti pesci nei canali di Venezia (pulitissimi grazie alla circolazione vietata), le lepri in un parco di Milano, un pavone che cammina indisturbato nelle strade deserte di Dubai, delfini sempre più vicini ai porti.

E allora forse, è sbagliata tutta questa centralità dell’uomo, questo atteggiamento di dominio sul mondo (complice forse anche la religione), che ha dato all’uomo il “potere” di comandare su tutte le altre specie, senza porre limiti all’assoggettamento della natura per raggiungere i propri scopi.

Ed è forse proprio questa la causa dell’attuale pandemia globale, uno sfruttamento delle risorse e della natura, che tramite i disboscamenti, ha creato squilibri ambientali privando gli animali dei propri habitat naturali e ha fatto sì che si spostassero in zone dove vi erano altri animali a stretto contatto con l’uomo, per poi passare i suoi parassiti all’uomo stesso.

E il che timore non si rifletta su queste considerazioni rimane. Perché quando tutto questa situazione di emergenza finirà, c’è il rischio che torni tutto ad essere esattamente come prima. Per cui ci si augura che questo coronavirus ci abbia almeno insegnato che eravamo sulla strada sbagliata e che si può fare di più per il nostro pianeta, proteggerlo e rispettarlo, per gli altri e per noi stessi.

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